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Crisi Juve, emergenza in attacco: tre esperti a confronto

di Marco Spadavecchia

Il day after della sconfitta della Juventus contro il Como fa parlare di sé. E il ko per 2-0 allo Stadium fa emergere diversi problemi della squadra, soprattutto considerando i 15 gol subiti nelle ultime cinque partite e la scarsa produzione offensiva dei bianconeri. A Radio Sportiva hanno parlato Roberto Scarnecchia, Ciccio Graziani e Gianfranco Teotino, analizzando prestazioni, limiti e meriti di entrambe le squadre. Secondo Scarnecchia, il 2-0 non deve trarre in inganno perché la Juventus non avrebbe fatto così poco come potrebbe sembrare dal risultato. A suo giudizio Spalletti starebbe lavorando bene e il gruppo lo seguirebbe con convinzione, anche se l'assenza di una punta di riferimento, fino al rientro di Vlahovic, resterebbe un limite evidente. Il Como andrebbe, però, valutato per quello che è: una squadra imprevedibile, organizzata, capace di esprimere un calcio di qualità grazie al lavoro di Fabregas. Vincere a Torino non sarebbe stato semplice per nessuno e questo successo rappresenterebbe la conferma di quanto già si diceva mesi fa, quando in molti indicavano i lombardi come possibile rivelazione del campionato. In un altro momento la Juventus avrebbe potuto interpretare la partita diversamente, ma riconoscere i meriti dell'avversario sarebbe fondamentale per un’analisi equilibrata, "perché se non si guarda anche all’altro lato – ha sottolineato – si rischia di giudicare male la propria squadra".

EMERGENZA ATTACCO – Più critico il punto di vista di Ciccio Graziani, che individua nell'attacco il vero nodo irrisolto della Juventus. Il Como lo avrebbe convinto per organizzazione, ritmo e qualità collettiva, quasi fosse "un'orchestra" ben diretta, mentre la squadra bianconera arriverebbe con fluidità negli ultimi metri senza però avere giocatori capaci di concretizzare o inventare la giocata decisiva. L'infortunio di Vlahovic ha aggravato una situazione già fragile e il mercato di gennaio, a suo avviso, avrebbe dovuto portare rinforzi significativi. "David ha difficoltà a incidere e Openda è in chiara difficoltà – le parole di Graziani –. La Juve ha un limite strutturale – ha ribadito – perché senza chi segna diventa tutto più complicato". Gianfranco Teotino che distingue tra valore complessivo delle rose e gestione della singola partita. Sul tema dei singoli, come Di Gregorio, il giornalista invita a un'analisi equilibrata: il portiere avrebbe responsabilità su alcuni episodi, pur attenuate da circostanze sfortunate, ma non si potrebbe attribuire soltanto a lui il momento negativo della squadra. "Servono giocatori di alto livello e un valore aggiunto dalla panchina – ha evidenziato – se si vuole davvero alzare l'asticella". 
 


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