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Cecchi: "Anche il giochista vorrebbe avere il risultato. Viceversa, anche il risultatista ha comunque un gioco, che magari piace meno"

di Alessandro Zottolo

Ai microfoni di Radio Sportiva l'opinionista Stefano Cecchi si è espresso sulla differenza tra risultatisti e giochisti: «Ormai avete setacciato a grana grossa e avete diviso il mondo degli allenatori fra risultatisti e giochisti. Oggi è rotta comune identificare giochisti e risultatisti. Ma è un po' ingenerosa. Perché anche il giochista vorrebbe avere il risultato. Viceversa, anche il risultatista ha comunque un gioco, che magari piace meno. Possiamo cercare due modi diversi di dividere questo mondo? Non è che #Allegri non vuol giocare, gioca in un altro modo. Gioca in verticale, gioca di ripartenza, ma gioca anche lui. E viceversa, #Fabregas vuol vincere anche lui, e lo vuol fare in maniera diversa: col possesso. Quell'azione verticale Modric-Leao-Rabiot non è bellezza? Tre passaggi e vado in porta. Quindi il concetto di bellezza oggi è invece associato al concetto di possesso palla, che per me è un'eresia. Allora chiamiamoli 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶 e 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗼𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 o come volete, però ecco, "giochisti-risultatisti", questa invenzione di voi "caprettisti" (che fa anche rima) è un qualcosa che, secondo me, stride. Non racconta la differenza».


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