.

Carrera: “Spalletti sta facendo un buon lavoro. Alla Juventus è mancata programmazione. Conte è un tifoso juventino”

di Benedetta Demichelis

Massimo Carrera ha parlato a ChiamarsiBomber.com toccando diversi argomenti partendo dal momento che vive la Juventus passando per il legame tra Antonio Conte e il club bianconero: "Non essendoci più dentro non so cosa è successo però penso che è mancata programmazione dopo gli addi dei vari Buffon, Chiellini, etc. Hanno cercato di rimpiazzare subito quei giocatori, senza avere pazienza, è mancato scouting, anche di giocatori sconosciuti ma forti. Tutti vorrebbero vincere subito ma serve prima ricostruire. Sicuramente possono aver influito anche le dipartite di Agnelli e Nedved, che erano grandi tifosi e quindi si è perso quel DNA Juve…".

Le piace Spalletti?
“In questo momento sta dimostrando facendo un buon lavoro. Se la società ha fiducia in Spalletti è giusto riconfermarlo la prossima stagione al di là della Champions. Tuttavia, la dirigenza dovrà essere brava a prendergli giocatori funzionali al suo gioco. Cambiare di nuovo l’allenatore significherebbe ricominciare da zero”.

Come mai l’estate scorsa Conte non è tornato alla Juve?
“Ogni anno viene accostato alle sue ex: la scorsa estate alla Juve, ora alla Nazionale. Quando lo sento non parliamo mai di queste cose. Lui è tifoso juventino e sicuramente con lui si potrebbe tornare a vincere subito. Lo dice la sua storia che è un vincente. Penso però che lui abbia sposato il progetto Napoli. Non si è autocandidato per la Nazionale, ha detto che se fosse il presidente della FIGC un pensiero su di lui lo farebbe, come lo farebbe su Spalletti, Allegri e gli altri. Non ha detto che vuole andare in Nazionale. Sono mezze frasi che ognuno interpreta a suo modo. Non ha mai detto di voler lasciare il Napoli per andare in Nazionale”.

A questa Italia manca un po’ di umiltà?
“Non lo so, sicuramente l’esultanza di Dimarco non è stato un bel gesto. Nel calcio nulla è scontato, se non scendi in campo con la giusta determinazione e cattiveria rischi di fare brutte figure. Non conosco i giocatori ma non credo sia mancata umiltà. Sicuramente l’esultanza di Dimarco mi ha lasciato un po’ di stucco perché ha mandato il messaggio che noi temevano una squadra piuttosto che un’altra”.


Altre notizie
PUBBLICITÀ