Buffon: "Ko con la Bosnia pagina dolorosa per il calcio e me stesso. Le cause? Ne individuo tre"
In una lunga intervista al Guardian, Gianluigi Buffon torna sul momento difficile del calcio italiano, segnato dall’ennesima mancata qualificazione ai Mondiali dopo il ko contro la Bosnia ed Erzegovina. Un fallimento che si aggiunge ai precedenti contro Svezia e Macedonia del Nord, certificando una crisi profonda.
“È stata una pagina dolorosa per il calcio italiano e per me stesso. Se me lo avessero detto anni fa, avrei detto che sarebbe stato molto più facile vedere 1.000 alieni intorno a me piuttosto che l'Italia non qualificata per tre tornei consecutivi. Ma questa è la realtà”. Parole forti, che raccontano tutta la delusione di chi ha vissuto da protagonista i trionfi azzurri.
Buffon però non si limita alla constatazione: indica la strada da seguire. “Per superare questo dobbiamo capire perché ci sono delle difficoltà. Dobbiamo cambiare. Se saremo chiari in questa analisi, abbiamo il potenziale per creare un futuro molto migliore. Ma se neghi che ci sia un problema, quel problema rimarrà sempre lì”.
Secondo l’ex numero uno, le cause del declino sono precise: “Direi che ce ne sono tre evidenti”. Poi entra nel dettaglio: “La prima è la globalizzazione, che ha permesso a tutte le squadre di essere molto competitive, e il livello medio di gioco è aumentato molto. In secondo luogo, fino a 15 anni fa, quando vincevamo, eravamo tatticamente più forti dei nostri avversari. E terzo, abbiamo alcuni giocatori fantastici ma quello che manca è il talento veramente creativo come Roberto Baggio, Alessandro Del Piero o Francesco Totti che ci aiutava a prevalere”.