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Bucchioni: “Per il quarto posto salgono le quotazioni della Juve”

di Redazione TuttoJuve

Il collega Bucchioni su Tmw: Il Milan ha meritato di vincere, ha messo in campo più rabbia e più voglia. Allegri l’ha preparata benissimo, Chivu non ha trovato le contromosse giuste. E adesso? Campionato riaperto?
Sette punti di vantaggio per i nerazzurri a dieci giornate dalla fine sono sempre tanti, ma una partita come questa può lasciare delle scorie nella testa e nelle gambe, può minare delle certezze. 
Il grande tema è uno e uno solo: come reagirà l’Inter?
Lo sapremo già sabato prossimo in una sfida mai banale come quella contro l’Atalanta, ma in assoluto i nerazzurri ieri sera hanno mostrato i limiti e i difetti che hanno frenato la stagione soprattutto in Europa. 
L’Inter funziona quando gioca ad alto ritmo, quando sfonda sugli esterni, non sa gestire le partite, non sa palleggiare, non sa limitare gli avversari. Deve essere dominante, altrimenti va in difficoltà. E anche caratterialmente fa fatica a reagire. Il gol di Estupinian è stata una mazzata, non s’è più ripresa, ha fatto poco e fatto male, non c’è stata la veemenza che certe partite richiedono. 
Allegri è stato bravo a chiudere gli esterni nerazzurri sacrificando Saelemakers su Di Marco che ha fatto forse la peggiore gara dell’anno, e giocando soprattutto sulla sinistra sulle debolezze di Luis Enrique. Senza sbocchi sugli esterni e con due centravanti come Bonny e Pio Esposito che non legano il gioco come fanno Lautaro o Thuram, con poco movimento senza palla, l’Inter ha faticato a trovare fluidità e soluzioni offensive. Il solito diesel prevedibile. 
Il Milan ha giocato sugli avversari, è stato basso, ha cercato di ripartire rubando palla in mezzo al campo con la forza di Fofana e Rabiot, l’intelligenza di Modric. Niente di straordinario, ma le idee chiare e un’energia che non è mai mancata in tutte le zone del campo. 
Ora si tratta di capire se questa gara convincente è frutto dell’adrenalina da Derby o se invece c’è davvero la volontà di andare a provarci fino in fondo. Nelle ultime uscite non era sembrato un gran Milan, se crescono Pulisic e Leao diverse cose possono cambiare. 
Ma, ovviamente, molto di più, se non tutto dipenderà dall’Inter che ha sette punti di vantaggio sui quali costruire la volata scudetto. Gestire sarebbe un errore, i nerazzurri sono ancora la squadra più forte, la favorita, devono andare in campo per vincere e basta. 
Il calendario nelle prossime settimane propone per Chivu l’Atalanta e la Roma in casa, la Fiorentina e il Como fuori. Poi Cagliari, Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna. 
Per Allegri Lazio fuori, poi Toro in casa e Napoli fuori. 

A seguire Udinese, Verona, Juve a San Siro, Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari. 
E dopo? Comunque vada, scudetto o non scudetto, Allegri resterà al Milan. Florentino Perez lo corteggia da anni, ma l’allenatore livornese non ha davanti solo la carriera, ragiona in maniera diversa, deve stare bene e al Milan sta bene, deve avere degli obiettivi e Cardinale li garantirà. Infilarsi oggi nel tritacarne del Real non è una mossa da Allegri. 
Ancora sul Derby. Chi vuole montare la polemica sul tocco di braccio di Ricci nel finale lo faccia pure, ma Ricci tocca quando il braccio si sta chiudendo. Non punibile e non da Var per onestà intellettuale. 
E’ vero che abbiamo visto dare rigori per mani meno evidenti di questo, ma quelli sono stati errori di arbitri e Var. 
Le vittorie del Milan e del Napoli di sabato con il Torino con il recupero di Anguissa e De Bruyne, mi fanno pensare che Inter, Milan e Napoli appunto, abbiamo in tasca il pass per la Champions. 
Per il quarto posto utile salgono la Juve che ha ritrovato carattere e orgoglio e il Como che sembra più continuo. La Roma sta facendo fatica e giovedì c’e’ pure lo scontro con il Bologna in Europa League. 
Corsa a tre fino in fondo, dunque. Su chi puntare? Difficile, ma quando Spalletti ti dice che sogna la Champions e vive per quel trofeo, significa che sta annusando uno spogliatoio bianconero più carico. Il centravanti manca (David altro flop), ma l’idea del falso nueve può diventare un fattore. E la firma sul contratto di Spalletti che potrebbe arrivare già in settimana, sarà uno stimolo in più per tutto lo spogliatoio. La Juventus deve dare continuità e certezze a un progetto calcistico che ha tanti difetti e lacune, ma ha trovato in Spalletti un punto di riferimento. Le correzioni sul mercato estivo faranno il resto. 
In coda si sta buttando via la Fiorentina, le prestazioni fanno paura più della classifica. C’era lo scontro diretto Lecce-Cremonese, vinto dai salentini, i Viola avrebbero dovuto battere a tutti i costi il Parma per staccarsi dai tre posti che significano serie B e invece si sono fatti imporre il pari in casa. Giovedì c’è la Conference che toglie energie, lunedì una sorta di spareggio con la Cremonese a Cremona e al di là dei valori tecnici, la squadra di Vanoli sembra tornata quella di due mesi fa senza forze e senza idee, l’effetto Paratici è già svanito.


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