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Bucchioni: “Conte espulso, doppietta di McTominay, palo di Mkhitaryan nel recupero. Il Milan frena ancora. Ora la Juve punta la zona scudetto”

di Redazione TuttoJuve

Il collega Bucchioni su TMW: "Una partita intensa, spettacolare, emozionante, da calcio inglese. 
Alla fine ne esce un pareggio equilibrato fra due grandi squadre, non a caso le principali candidate allo scudetto. 
Ma c’è chi gode di meno e quella squadra è l’Inter uscita dal campo delusa. E c’è chi esulta di più come il Napoli che ha riequilibrato due volte il risultato e per larghi tratti ha giocato meglio. 
I nerazzurri non possono essere completamente soddisfatti, sono andati due volte in vantaggio, non hanno saputo gestire il risultato e soprattutto hanno buttato l’occasione per mettere un primo solco importante (sette punti) dal Napoli e cinque dal Milan. Poteva essere una prima mini-fuga e non è stata per colpa di una gara strana dei nerazzurri che hanno sono andati in vantaggio per due volte con cinismo, sfruttando prima un errore del Napoli che ha perso palla a centrocampo e poi un rigore, senza continuare a giocare per segnare ancora, abbassando il ritmo e l’intensità, concedendo così al Napoli campo e le due occasioni per pareggiare. 
L’Inter non ha sfruttato neppure il momento favorevole, con il Napoli in difficoltà di organico per gli infortuni, obbligato a giocare con gli stessi uomini e reduce da un pareggio pieno di polemiche. 
Fra i nerazzurri non si è esaltato nessuno, forse Di Marco per il primo gol, tutte prestazioni normali, a cominciare da Lautaro sempre contenuto bene dalla difesa. In questa normalità è maturato un pareggio che poteva fruttare di più ed è venuta invece fuori la forza, l’organizzazione e la volontà di una Napoli che ha trovato migliori linee di passaggio, ha avuto qualche idea in più e trovato la straordinaria vena di due giocatori con Hoijlund e McTominay assoluti protagonisti. Il danese, spalle alla porta ha ingaggiato e spesso vinto i duelli di forza con i difensori nerazzurri e offerto continue soluzioni offensive, un play davanti. Lo scozzese ha segnato due gol nello stesso modo, con inserimenti perfetti non letti dall’Inter e un moto perpetuo in tutto il campo. 
Altre volte questa sorta di cinismo nerazzurro, se volete speculazione sul risultato o l’idea di accontentarsi, ha fregato l’Inter che invece le partite dovrebbe provare a chiuderle e comunque non può mai permettersi di abbassare i ritmi o allungarsi. Su questo Chivu deve lavorare. La riprova è arrivata anche ieri sera perchè sul 2-2, quando l’Inter ha ripreso a giocare con più intensità, a due minuti dalla fine ha colpito un palo con l’armeno. 
Il Napoli invece ha lottato sempre con Elmas spina nel fianco e Lobotka con poco schermo. Il problema dei campioni d’Italia è che questa intensità, senza possibilità di turn over, faticano a tenerla e con le piccole qualcosa hanno lasciato. 
Non sono mancate le polemiche per il rigore concesso all’Inter con reazione veemente di Conte e inevitabile espulsione. 

Tutto nasce da un errore di Doveri che vicinissimo all'azione, senza ostacoli visivi, non ha fischiato un netto fallo di Rrahmani su Miki. Al richiamo del Var è scattata la reazione dell’allenatore memore delle due scriteriate chiamate di Marini contro il Verona per il rigore di Bongiorno e il gol annullato a Hoijlund. Stavolta la chiamata è giusta a termini di regolamento, lo “step on foot” oggi è punito in tutte le zone del campo. 
La partita ha detto anche che l’Inter deve rinforzare la fascia destra, ma si sa da tempo. Luis Henrique fa il compitino e basta. Beffata da Cancelo che ha preferito il Barca nonostante un accordo dei nerazzurri con la sua società, con Dodò cresciuto molto che la Fiorentina oggi non vuole più vendere, qualche soluzione-tampone andrà trovata vista la cifra folle (40 milioni) chiesta per Palestra. 
Il Napoli invece fra una quindicina di giorni recupererà Anguissa, forse ha meno bisogno di un centrocampista. Guarda Chiesa con attenzione, aspetta gli eventi. E s’è inserito anche su Raspadori che gradirebbe un ritorno sotto il Vesuvio. Il mercato a zero rende tutto molto complicato. 
Dello scontro diretto non ha approfittato il Milan, costretto al pari da una Fiorentina che sta lentamente diventando squadra. Con il valore tecnico che ha e il mercato di gennaio la squadra viola ora vede alzarsi notevolmente la possibilità di salvezza, tre partite senza sconfitta sono il segnale di una crescita e di una inversione in una strada comunque lunga e difficile. 
Stasera la Juve con la Cremonese può accorciare, tornare in zona Champions, ma soprattutto (volendo) tornare a coltivare l’idea di giocarsi pure lo scudetto. E’ vero che Inter, Milan e Napoli in settimana dovranno recuperare una gara, ma la classifica s’è accorciata con il lavoro di Spalletti. Serve un aiuto (esterni bassi soprattutto) dal mercato con Chiesa che aspetta l’incastro giusto con il Liverpool. Come per il Napoli, non sarà facile per ingaggio e dubbi degli inglesi.


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