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Bosnia, Dzeko: "Stadio piccolo come quelli italiani ma con tanto supporto. Gara speciale per me, Dimarco..."

di Rosa Doro

Intervenuto a Sky Sport alla vigilia della sfida contro l'Italia, il giocatore simbolo della Bosnia Edin Dzeko sulla gara contro gli azzurri ha detto: "È una partita differente da tutte le altre, ovviamente anche perché Italia è il mio secondo paese dove sono stato quasi nove anni e sicuramente la sento molto. Forse molto più rispetto a tutti altri calciatori che saranno in campo e sicuramente è una partita importante per me".

Hai sentito Dimarco chiarendo la questione?
"No, per me è una cosa normalissima, ognuno di noi ha delle preferenze come nella vita, ma anche nello sport. Secondo me è una cosa normale che poi bisogna stare attenti perché con i social oggi da una cosa normale diventa qualcosa grande, però niente, mi ha scritto, mi ha fatto i complimenti per la partita contro il Galles e niente, che quello che si è visto non è una cosa che è veramente successa così. Però io, come ho detto, non mi sono offeso per niente e come ho detto prima, una cosa normalissima".

Tanti bosniaci sono tornati qui per supportarvi, questa potrebbe essere la tua ultima gara con la Nazionale: cosa senti a rappresentare questi connazionali?
"Avremmo bisogno forse di uno stadio come San Siro qua, sarebbe pieno sicuramente, però noi siamo abituati a giocare a Zenica in quello stadio piccolino che un po' ricorda gli stadi italiani e anche per questo non sarà una cosa diversa anche per italiani. Ci sono tanti, tanta gente che viene naturalmente anche da altre città, altri paesi dove vivono e tutti vogliono essere lì. Purtroppo non possono entrare tutti, però sono sicuro che anche davanti allo stadio ci sarà tanta gente. Come ho detto, per me è stato sempre un onore e un orgoglio giocare per la nazionale e ho detto sempre che giocherò finché nazionale mi vuole e pensa che posso aiutare. E anche per questo sono qua oggi".


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