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Bonucci contro il bullismo: "Anche uno sguardo può ferire. Parlare è il primo passo per reagire"

di Alessandra Stefanelli

Leonardo Bonucci torna a esporsi su un tema delicato e attualissimo come il bullismo. L’ex difensore, oggi assistente tecnico del ct della Nazionale Gennaro Gattuso, è intervenuto nella webserie della FIGC pubblicata su sostenabilia.it, all’interno del quarto episodio di “Speak Out! Il calcio racconta”, dedicato proprio a questa piaga sociale.

“Il bullismo si manifesta in tanti modi – ha spiegato Leonardo Bonucci – anche con uno sguardo o un’espressione. Ci sono tanti modi per essere un bullo e tanti per subirlo”. Nel format, Bonucci si confronta con Mirko Cazzato, fondatore del movimento studentesco MABASTA!, che combatte il fenomeno partendo dalle scuole e dai giovani.

L’ex centrale bianconero ha poi posto l’accento sul ruolo della famiglia: “Oggi molti genitori sono presi dalla loro vita e non sempre danno la giusta attenzione ai figli. Io dico sempre ai miei che qualsiasi cosa succeda, bella o brutta, devono raccontarla appena tornano a casa. Fare il genitore è il lavoro più difficile del mondo”.

Bonucci ha anche ricordato un episodio personale della sua infanzia, quando fu vittima di bullismo: “Un ragazzo mi dava fastidio da tempo e un giorno mi portò in un vicolo, minacciandomi con un’arma e chiedendomi i soldi. Fu un momento durissimo, ma anche quello che mi fece reagire”.

La svolta arrivò grazie al dialogo con la famiglia: “Ho trasformato quella rabbia in forza. Non mi sono chiuso, ho parlato con i miei genitori e con gli amici: è stato così che sono riuscito a superare tutto”. Un messaggio chiaro ai più giovani: non restare soli e non avere paura di chiedere aiuto.


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