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Beccantini: "Zona Champions lontana, ma è Gasp a mangiarsi le mani, non Spallettone. Da Zhegrova gli arcobaleni della rimonta"

di Redazione TuttoJuve

Roberto Beccantini ha esaminato i temi della sfida tra Roma e Juventus sulle pagine del suo sito internet: "Che rumba, pazienti. Roba da Premier. -spiega il giornalista -. Perché sì, tutto fa brodo: le perle di Wesley (destro a giro) e Conceiçao (drop mancino); la pennica di Perin sul contropiede di Malen, acceso da un lancio di Manu Koné (o centravanti! mio centravanti!); le zampate, in mischia, di Ndicka e Gatti; il fiocco di Boga, al primo vagito. Morale: Roma-Juventus 3-3. Da 1-0 e da 3-1 (al 78’). Il pari, Gatti, lo ha timbrato al minuto 93. A testimonianza di come e quanto gli eroici supplementari di mercoledì abbiano scalfito il nitore dei piedi ma non rigato l’orgoglio.

Resta lontana, la zona Champions, ma stavolta è Gasp che si mangia le mani, non Spallettone. Dalla pancia di una partita croccante e vibrante è uscito di tutto. Tipo: vedrai, con il ritorno di Bremer. Visto. Oppure: Lupa, la miglior difesa e una settimana senza la benché minima seccatura. Preso atto. Inoltre: il 20 dicembre, allo Stadium, Malen non c’era. David e Openda, in compenso, ci sono sempre. Mancavano Soulé e Locatelli, squalificato. Profittando di un rinvio sbilenco di Perin, e della relativa respinta su Pisilli, Pellegrini avrebbe potuto sbloccare il risultato già al 3’. Quindi, la faccia di Perin che mura Malen a difesa estrema della porta (su sponda di Mancini).

Pressing contro pressing. Ritmo contro ritmo. Yildiz (di molto) e McKennie (di poco) frustravano le ambizioni di rimonta. Ogni volta che sembrava finita, l’ordalia ricominciava. Come un rullo di tamburi che, qua e là stonato, avvinceva il popolo e faceva ballare sulle sedie. Sostituto di Bremer, Gatti rimane il «nove» più efficace dell’arsenale. A segno con il Gala, a segno all’Olimpico.

Cozzi da sbarco in Normandia e molta cavalleria fra i reticolati: bravo Sozza. E bravo Pisilli, un giovanotto che nel cuor mi sta. Dimenticavo Zhegrova: gli arcobaleni della rimonta. Grasso che cola.

Post Scriptum. Se n’è andato, all’età di 88 anni, Rino Marchesi. Mediano elegante, fu il primo allenatore di Maradona e l’ultimo di Platini. All’Inter trasformò Bagni da tornante in mediano. Figlio di un calcio datato ma non per questo vigliacco, lo ricordo per il signore che, sempre, dimostrò di essere. In campo e in panchina".


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