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Beccantini: "Spallettone continua a raccogliere. Saranno Benfica, Napoli e Inter a dirci a che punto è l’alba di Madama"

di Redazione TuttoJuve

Roberto Beccantini ha detto la sua sulla vittoria casalinga della Juventus contro la Cremonese, nel suo consueto punto pubblicato sulle pagine del suo sito internet:  "Da Cremona alla Cremonese, dal 2-1 dello Zini del 1° novembre al 5-0 dello Stadium del 12 gennaio - esordisce il giornalista -. Spallettone continua a raccogliere. E la Juventus, ebbene sì, cavalca l’ordalia con un piacere che da tempo non la accompagnava.

Coraggiosa e disinvolta, la squadra di Nicola accetta la sfida a guardia alta; ha fortuna in avvio – «distruzione» dal basso» e palo di David – ma poi non più: se il raddoppio del canadese sgorga da un contropiede di Thuram in campo largo, splendido, il gol rompi-ghiaccio era scaturito da una zuccata involontaria di Bremer su lecca di Miretti, ancheggiante fra le linee.

Potevano mancare gli episodi? No che non potevano. Un contatto Locatelli-Johnsen porta al rigore che Feliciani corregge al Var, piede-palla-corpo, al limite del limite. A ruota, il mani-comio di Baschirotto, su sventola di Thuram: piede e braccio («fuori figura», si dice alla Nasa di Lissone per giustificare tutto e il contrario di tutto). Un Basaglia, please: urgente. Nicola «conteggia»: giallo più rosso. Il penalty lo trasforma Yildiz, di tap-in, complici un guanto di Audero e il rimbalzo dal montante. Fiuuuu, avrebbe brontolato «quello là». E’ il 35’: gioco, partita, incontro. Con le ciliegine della ditta McKennie-Terracciano, su assist di «Merletti», e di «Casinò Texas», di crapa, su cross di Kalulu.

Gioco, anche. Quinto successo nelle ultime sei partite. Saranno Benfica, Napoli e Inter a dirci a che punto è l’alba di Madama. La riscossa era cominciata a Bologna, non proprio in una tana di pulcini. A parte i canonici «mancamenti» di Cambiaso, c’è più armonia, più pressing. E gloria per tutti, da Kelly persino a Di Gregorio, artefice, l’unica volta che l’hanno disturbato, di una paratona su Grassi.

I 39 anni di Jamie Vardy sono una cartolina dal passato che l’archivio custodisce con la nostalgia che le imprese grandi giustificano: e la sua, con il Leicester di Ranieri, fu grandissima".


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