Beccantini: "La Juventus di Spalletti non si fa più rimorchiare dalla partita, le salta in groppa"
Il giornalista Roberto Beccantini, ha commentato la vittoria della Juventus a Reggione Emilia sulle pagine del suo sito internet. Le sue considerazioni: "Douvikas a Pisa (due, addirittura); Ferguson e Dovbyk a Lecce; David a Reggio Emilia: è stata la Befana dei centravanti-scopa, dei nove carbonari. Hanno vinto tutti: il Como 3-0, la Roma 2-0, la Juventus 3-0. Al Mapei, la Vecchia aveva perso le ultime due, tra le lacrime di Fagioli e i suicidi assistiti di Szczesny e Gatti.
Cuore con la q, stavolta, non l’hanno scritto né Cambiaso né «Stanlio»: l’hanno scritto Muharemovic, scuola Goeba, con un autogollonzo di crapa, su cross di Kalulu (già baciato dagli dei all’Arena Garibaldi); e Idzes, borseggiato dal canadese nell’azione dalla quale Dan Peterson – 90 anni venerdì, auguroni – avrebbe stappato il fatidico «Mamma, butta la pasta». In mezzo, il destro tranciante di Miretti, imbeccato da David. Cioè: dal rigore né cucchiaio né forchetta a un gol e un assist.
Più rabberciata degli avversari – e senza Thorstvedt, «spallato» da Koop, già dal 39’ – la squadra di Grosso, dominata e soverchiata per ogni dove, ha difeso brerianamente la sconfitta. Capace giusto agli sgoccioli, con i panchinari Pierini e Lipani, di disturbare Di Gregorio.
Bologna, Roma, un po’ meno a Pisa, Lecce, Sassuolo: la Juventus di Spalletti non si fa più rimorchiare dalla partita. Le salta in groppa e cerca di governarne gli scarti, i paradossi. Il problema è tradurre il possesso in gol. L’assalto a Falcone ne rimarrà, per mesi, l’esempio più calzante.
Il pressing di branco ha isolato ben presto Laurentié e Pinamonti. In chiave Juventus (dalle casacche orrende), Koop bodyguard di Bremer, Miretti tra le linee, il solito cannibalesco Locatelli, più Kalulu-McKennie a destra e Cambiaso-Yildiz a sinistra hanno sequestrato e orientato le operazioni. Salvato il soldato David (per quanto?), bisogna smarcarsi dagli eccessi. «Luscianone», in questo, è maestro. O, almeno, dovrà esserlo".