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Beccantini: "Il pancione del Rosenborg ha partorito il sesto 1-0 di campionato. Pogba, Morata, Rugani e Marchisio i migliori, Pereyra scomparso da ogni radar"

di Enrico Danna

Non è stata una partita memorabile, quella tra Juventus ed Empoli. Detto questo, però,il minimo scarto è risultato troppo striminzito che non rispecchia i reali valori espressi in campo dalle due squadre. La Juve ha avuto il torto di non chiuderla, l'Empoli ha fatto tanto possesso palla, ma raramente si è reso pericoloso dalle parti di Buffon (se non in due circostanze nel primo tempo). Il Rosenborg, dunque, vince l'ennesima partita casalinga col punteggio di 1-0. E' quanto evidenzia anche Roberto Beccantini, nel suo consueto commento post gara: "Lontano dalle struggenti emozioni del Clasico, il pancione del Rosenborg ha partorito il sesto 1-0 di campionato. La partita con l’Empoli mi ha ricordato, a grandi linee, quella con il Sassuolo. Primo tempo frizzante, secondo noioso (salvo il pim-pum-pam di Morata, Asamoah e Zaza proprio agli sgoccioli). Con il Sassuolo, il sinistro di Dybala; questa volta, la capoccia di Mandzukic (a dieta ferrea dal 20 dicembre). E più non dimandare. Ha giocato, il Rosenborg, da squadra matura. E detto che la maturità non sempre coincide con l’idea di estetica che chi scrive mendica, le vittorie sono già venti nelle ultime ventun gare. Le assenze, la sosta e l’ennesimo infortunio di Chiellini hanno scortato l’ordalia, condizionandola almeno alla distanza. L’Empoli di Giampaolo si è preso il primo brivido della sera (Saponara, una mezza delusione). Serviva ben altro. Pogba, Morata (gran traversa e non solo), Rugani e il rientrante Marchisio hanno tirato il gruppo. Resta, se mai, il problema di (Sostiene) Pereya, letteralmente scomparso da ogni radar. Gli acciacchi e il rimbalzo da un ruolo all’altro non costituiscono alibi sufficienti per spillare le attenuanti generiche. Ad Allegri piace la ragion pratica. Anche per questo, la caccia al raddoppio non è stata da «arrivano i nostri». Troppa gente in fuorigioco, con tutto il rispetto per la difesa alta degli avversari. I cambi, da Asamoah a Zaza, sono stati in compenso preziosi. Dopo la «medianizzazione» di Mandzukic, ecco la «terzinizzazione» di Cuadrado. Sono le tasse che un Padoa Schioppa del calcio post-moderno definirebbe «bellissime». Contento lui. L’Empoli non vince dal 10 gennaio, quando espugnò l’altra Torino. Paredes (21 anni, in quota Roma) e Zielinski (21 anni, in quota Udinese) hanno lasciato lo Stadium con il 66% di possesso palla. Dalle parti di Fusignano stanno brindando a champagne. Nei bar di Empoli, non credo".


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