Bastoni ancora nel mirino: fischi a Como dopo il caso Juve. Darmian lo difende
Bastoni ancora nel mirino: fischi a Como dopo il caso Juve. Darmian lo difende
Alessandro Bastoni continua a essere bersaglio delle tifoserie avversarie. Dopo quanto accaduto nel derby d’Italia tra Intere Juventus, il difensore nerazzurro è stato nuovamente “beccato” a ogni tocco di palla nella trasferta contro il Como 1907.
A distanza di quasi tre settimane dall’episodio della simulazione e dal caso Kalulu, i fischi non si sono placati. E il clima rischia di accompagnarlo anche nei prossimi impegni.
Fischi a ogni pallone: clima pesante per Bastoni
Sul lago, lo stadio ha rumoreggiato costantemente ogni volta che il numero 95 nerazzurro entrava in possesso. Un trattamento già visto a Lecce e che ora sembra diventare un’abitudine.
In campo, Bastoni ha risposto con una prova ordinata, senza sbavature evidenti nonostante le difficoltà contro il palleggio rapido e tecnico del Como. Un tunnel su Maxence Caqueret è stato il lampo tecnico della serata, quasi una risposta elegante alla contestazione.
Un’unica disattenzione, su Vojvoda, ha rischiato di costare cara all’Inter. Ma nel complesso la sua prestazione è stata solida.
Derby in arrivo: a San Siro nuovo clima caldo
Dopo aver giocato lontano dal “suo” stadio, Bastoni si prepara a tornare a Milano per il derby contro il AC Milan. E anche lì è atteso un ambiente rovente: quando c’è il derby, ogni episodio pesa il doppio.
Il difensore resta però un pilastro della Nazionale e dell’Inter, in corsa su più fronti. La società lo protegge, consapevole che l’onda lunga del caso potrebbe non essersi ancora esaurita.
Darmian: «Non si giudica un giocatore per un episodio»
A difenderlo pubblicamente è stato Matteo Darmian:
«Si è detto abbastanza del caso, spiace sentire ancora fischi. Bastoni non può essere giudicato per un episodio. Lo conosco da sei anni, non gli si può dire niente. Per fortuna non è condizionato».
Parole che fanno eco a quelle del tecnico Cristian Chivu, che a fine gara ha ribadito la sua fiducia nel centrale.
Anche Cesc Fabregas ha preso posizione:
«Succede perché gioca nella squadra più forte d’Italia. È un ragazzo top, deve essere il futuro capitano della Nazionale e va protetto». Lo riporta Gazzetta.