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Balzarini basito dopo Open VAR: “Così il calcio parla un linguaggio incomprensibile”

di Marta Salmoiraghi

Gianni Balzarini non usa mezzi termini e, nel suo ultimo intervento, si dice profondamente perplesso dopo quanto emerso da Open VAR. Un’analisi che lo lascia, parole sue, “basito”, soprattutto di fronte a interpretazioni sempre più complesse e contraddittorie sugli episodi da rigore.

Il riferimento è al contatto Cabal–Ghila, un caso definito “difficile” ma che, secondo il giornalista Mediaset, rappresenta l’ennesima prova di un sistema che ha smarrito semplicità e coerenza. Tra “matrice di punibilità”, pallone scaricato e chiusura del triangolo di gioco, le direttive finiscono per creare più confusione che chiarezza.

“Ogni giorno si scopre un’interpretazione nuova. Così non è più sport, non è più calcio. Il VAR è diventato uno strumento di imperio. Comanda, non corregge”. Per Balzarini, l’unico ambito in cui la tecnologia mantiene una reale utilità è il fuorigioco; per il resto sarebbe necessario restituire centralità all’arbitro, lasciandogli la responsabilità finale della decisione. Un modello che, secondo lui, in Serie C viene già applicato con maggiore equilibrio.


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Martedì 10 febbraio