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Araujo, ex obiettivo Juve, si racconta: “Chiedere aiuto mi ha salvato. Ora posso godermi di nuovo il calcio”

di Marta Salmoiraghi

Ronald Araujo, oggi capitano del Barcellona accostato spesso ai bianconeri, ha deciso di rompere il silenzio e parlare apertamente di salute mentale, raccontando il percorso che lo ha riportato non solo in campo, ma soprattutto in equilibrio con sé stesso.

“Fisicamente mi sentivo forte, a mio agio. Ho giocato una buona partita e segnare mi ha aiutato molto”, ha spiegato il difensore. “È normale essere stanchi dopo tanti minuti, ma sono davvero contento”. Un ritorno che rappresenta anche una svolta rispetto a quel 25 novembre e alla dolorosa espulsione di Londra: “In questo periodo ho imparato tantissimo. Oggi mi sento diverso, più felice, più sereno. Posso di nuovo godermi il calcio”.

In un’intervista a Mundo Deportivo, Araujo ha raccontato quanto quella pausa fosse diventata necessaria: “Non stavo bene da più di un anno e mezzo. Cercavo di resistere, ma non mi sentivo me stesso, né nello sport né nella vita personale. Ho capito che dovevo alzare la mano e chiedere aiuto”.

Un percorso fatto di confronto e sostegno: “Parlare con professionisti, con la mia famiglia, anche a livello spirituale, mi ha salvato”.


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Martedì 10 febbraio