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Anellucci: "Tonali fuori dalla portata di qualsiasi club italiano. Pellegrini mai stato un giocatore di livello assoluto"

di Redazione TuttoJuve

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

L’Italia guadagna il pass per questa finale degli spareggi per arrivare al Mondiale. È una Nazionale che ieri le è piaciuta?

“Diciamo una Nazionale a due volti, abbiamo visto due partite diverse. Poi l’episodio ha cambiato tutto ed è girato dalla parte giusta. È chiaro che c’era una differenza tra noi e loro, ma nel primo tempo non lo abbiamo dimostrato: eravamo lenti, in confusione e anche un po’ timorosi di fare la giocata. Il possesso palla era troppo lento, da una parte all’altra, con cross inutili contro tre difensori fisicamente molto strutturati. Poi abbiamo trovato l’episodio e la partita è cambiata completamente. E quell’episodio lo ha creato uno dei pochi giocatori di livello che ha questa Nazionale, cioè Sandro Tonali.”

A proposito di Tonali, le chiedo, visto che Stanislav Lobotka potrebbe essere uno dei partenti nel Napoli nella prossima finestra di mercato estiva, potrebbe essere Tonali l’indicato per sostituirlo?

“Se pensiamo che il Newcastle lo ha acquistato dal Milan per circa 70 milioni di euro, è difficile immaginare un ritorno in Italia. Credo che oggi Tonali sia fuori dalla portata di qualsiasi club italiano. Non penso né che lui voglia tornare nel nostro campionato né che il Newcastle voglia privarsene, se non davanti a cifre altissime che i club italiani difficilmente possono sostenere.”

Tonali in Italia probabilmente non lo rivedremo più, se non indirettamente dall’Inghilterra. Dovrebbe prima lasciare la Premier League e poi eventualmente tornare?

“Sì, ma oggi un club che ha un giocatore come Tonali, a questo livello e in questo stato di forma, non se ne priverà mai. Sta giocando nel campionato più importante d’Europa, in una delle realtà più affascinanti. Non credo che oggi un calciatore possa fare una scelta del genere, e lo dico con grande rammarico.”

Un altro nome in ottica Napoli, potrebbe essere quello di Perrone del Como, è d’accordo?

“Io sono un po’ restio nel parlare dei giocatori del Como, perché è una realtà molto particolare. È una società che ha fatto investimenti importanti: alcuni giocatori sono stati acquistati a cifre ragionevoli, altri a cifre molto alte. Però tutto è legato al sistema di gioco e al progetto. Prendere un calciatore da quel contesto e portarlo in un’altra realtà non garantisce lo stesso rendimento. Mi ricorda un po’ il modello Atalanta: tanti giocatori hanno reso benissimo a Bergamo, ma una volta andati via non si sono confermati sugli stessi livelli. Io oggi non andrei a prendere un giocatore del Como per inserirlo in un’altra realtà, perché rischi di snaturarlo.”

Lorenzo Pellegrini a parametro zero. Le piacerebbe al Napoli?

“No, assolutamente no. Per me non è mai stato un giocatore di livello assoluto e non lo ha mai dimostrato con continuità. Nelle partite importanti spesso non incide. Io ragiono sempre così: se devo cambiare, devo migliorare. Non ha senso sostituire un giocatore con uno dello stesso livello o inferiore. Oggi, con i centrocampisti che ha il Napoli, Pellegrini farebbe fatica a trovare spazio.”

Tornando sulla Nazionale, a me sinceramente non è piaciuta molto e anche la scena dei calciatori che esultavano per la vittoria del Galles ai rigori ha fatto discutere. L’Italia, per storia e cultura, dovrebbe temere queste situazioni? Secondo lei ha la forza per superare l’ostacolo?

“Partiamo dal presupposto che quella scena non è piaciuta a nessuno. Chi ha una certa cultura calcistica sa che non bisogna mai esultare per le disgrazie altrui, anche perché il calcio sa essere crudele e noi lo abbiamo già pagato caro, restando fuori dal Mondiale per due volte. Purtroppo ci siamo ridotti ancora una volta a dover passare dagli spareggi, ed è una situazione imbarazzante per il calcio italiano. Una Nazionale come la nostra non dovrebbe mai trovarsi in queste condizioni. Detto questo, andare a giocare una finale in trasferta, in uno stadio caldo come quello del Galles, non è semplice. Se devo scegliere, sulla carta può sembrare l’avversario meno complicato, ma sono partite secche e può succedere di tutto. Il nostro livello oggi è questo, e negli spareggi può accadere qualsiasi cosa.”

Se l’Italia dovesse qualificarsi al Mondiale, quali sarebbero le prospettive della squadra di Gattuso?

“Intanto qualifichiamoci. Poi, io credo che vincere aiuti a vincere, così come perdere ti abitua a perdere. Andare al Mondiale darebbe entusiasmo a un gruppo che non ha grande esperienza in questa competizione. E al Mondiale può succedere di tutto: lo abbiamo visto anche nel 2006, quando non eravamo considerati i favoriti. Si creano alchimie particolari. Inoltre abbiamo un allenatore come Gennaro Gattuso, che il Mondiale lo ha vissuto da protagonista da calciatore: può trasmettere mentalità, grinta e spirito di gruppo. Su questo è un maestro. Però, per quello che si è visto nel primo tempo di ieri, serve crescere molto.”


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