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Albertini: “Pensare che Donnarumma non abbia giocato ancora…”

di Benedetta Demichelis

Demetrio Albertini ha parlato a Tmw a margine del Legends Throphy che è stato organizzato al City Padel Milano e si è soffermato sull'imminente playoff mondiale che dovrà giocare l'Italia di Gennaro Gattuso: "Tra essere ansiosi e fiduciosi non cambia niente, meglio essere fiduciosi. Dobbiamo guardare al meglio e pensare alla qualificazione, poi si vedrà. La cosa più importante è dire che abbiamo le qualità per qualificarci, poi abbiamo l’ansia pensando al passato, l’ultimo sorriso mondiale è stato nel 2006. Ma dobbiamo guardare avanti ed essere fiduciosi per la partita”.

Uno dei motivi si chiama Gattuso?
“Certo, è il ct e ha la responsabilità. Sta cercando di dare il suo contributo, non potrà scendere in campo ma Rino metterà a disposizione quello che è il suo carattere, sa cosa serve per far ripartire il gruppo. Poi tattica, tecnica: il calcio è bello per tanti aspetti”.

Servirà orgoglio
“Non credo possa mancare. Non deve esserci la paura, ma senso di responsabilità: chi andrà in campo deve avere quel coraggio di poter dire ‘dobbiamo andare al Mondiale’. Serve concentrazione”.

Più pericoloso Galles o Bosnia nella seconda gara dei playoff?
“Non si fa… Visto anche il precedente. Passo dopo passo, avremo la consapevolezza di poterci giocare tutto in una partita”.

Con quale attacco partirebbe?
“Lascio a Rino. Non ho voluto fare l’allenatore proprio per questo. Penso che sia importante che valuti lo stato di forma, lo stato mentale, la consapevolezza… Lo stato di forma conta tanto”.

Immagina il terzo Mondiale senza l’Italia?
“No. Non lo posso pensare, non lo posso immaginare. Non lo voglio pensare. In questo momento essere fiduciosi costa zero, io lo sono fino alle partite che avremo. Sto preparando anche il viaggio negli Stati Uniti per andare a vedere la Nazionale, più di questo non posso”.

Fiduciosi per la modestia degli avversari?
“No, perché possiamo meritarlo sul campo. A noi non manca la qualità, manca la quantità di giocatori italiani. Siamo troppo pochi, basta che un paio non siano al massimo e non ci sono pari livello. Però oggi siamo qui e dobbiamo giocarcela, i nostri mezzi bastano per poter raggiungere il Mondiale”.

Da chi si aspetta di più?
“Pensare che Donnarumma, uno dei portieri più forti d’Europa, non abbia giocato ancora un Mondiale mi fa dispiacere. Glielo auguro”.


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