Mourinho: "Io il più attivo nella chat del Triplete, quell'Inter una famiglia. Quel giorno a Siena..."

di Edoardo Siddi
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José Mourinho, ai microfoni di DAZN, si racconta, ricordando inevitabilmente gli anni interisti: “La connessione con i tifosi è il risultato dei risultati, se si vince si è felici assieme. Abbiamo creato una bella empatia. A Londra ci sono ancora interisti che mi fermano per strada e mi abbracciano. L’Italia è stato un habitat naturale per me: si vive il calcio 24 ore su 24. Quando vedo i colori dell’Inter vedo i colori della mia famiglia. Sulla chat del Triplete sono il più attivo perché non sto lavorando, ho sempre tempo. Qualcuno allena, qualcuno fa l’assistente, qualcuno è in vacanza, ma con la chat è come se fossimo sempre assieme””. 

Sul futuro: "Sono a Londra, che ora è la mia base di partenza. La prossima tappa non sarà la Premier League. I trofei sono la mia garanzia di successo, anche contro quelli che fanno di tutto per dimenticarlo. L’ultima finale che ho giocato è stata otto mesi fa, però è il passato: mi sto preparando per il futuro. Non è tempo perso: quando si lavora 18 anni senza fermarsi, non c’è tempo per fermarsi, per pensare agli errori. Io penso siano stati utili questi mesi senza lavorare”. 

Inevitabile parlare anche del giorno a Siena: "Fu il giorno più difficile della mia vita per vincere un campionato. Una settimana dopo avevamo la finale di Champions, faceva caldissimo, giocatori poco concentrati, e la Roma stava già vincendo. Io mi sono sempre detto che mi sarebbe piaciuto vincere uno scudetto all’ultima giornata, quel giorno lì mi sono ricreduto”. 


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