Massimo Mauro: "Juve, con il Barça ci vuole di più. Storia Agnelli utile solo per i titoloni sui giornali, ma non c'è sostanza"

di Alessandro Vignati
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Attraverso la propria rubrica su Repubblica.it "Visti dall'ala", l'ex esterno della Juventus Massimo Mauro ha parlato dei bianconeri. Analisi dell'ultimo turno: "Voglio iniziare dalle dichiarazioni di Sarri. Quello che dice il tecnico del Napoli a proposito del calendario impossibile gestito dalla Lega è interessante, ma non è a mio avviso condivisibile. Una grande squadra deve sempre confrontarsi con grandi impegni, anche se ravvicinati. Se si vuole salire in alto, martedì, mercoledì o giovedì vanno gicoate le coppe, ma questo si sa dall'inizio della stagione. Tecnicamente la squadra gioca bene e vince, in più diverte. Ma il tecnico deve adeguarsi e rilasciare dichiarazioni in linea con quelle di una grande. Io non penso che in Lega ci sia un complotto per fare arrivare le squadre italiane stanche nel momento decisivo. Eppure le polemiche si sprecano: mi chiedo, ma il mondo del calcio che cosa è diventato? Vedo un caos a trecentosessanta grandi, ma forse è sempre stato così... Alla Roma la tensione continua. Avevo già detto la scorsa settimana che il rapporto tra Pallotta e Spalletti era deteriorato, ma lo sfogo del tecnico contro i giornalisti mi fa capire lo stato di agitazione che regna in casa gioallorossa. Il problema è che la Roma non fa niente per migliorare da un punto di vista ambientale, ma questo lo dico indipendentemente dai risultati. Quando c'è un motivo di tensione, questo non si risolve mai in maniera positiva e alla fine si deteriora tutto l'ambiente: squadra, presidente, giornalisti, tecnico, tifosi ecc. Fattori che nel calcio non dovrebbero pesare, ma che alla fine in realtà contano. E se spingono tecnici o calciatori ad andare va via non è mai un bene per la squadra. Perché anzichè lavorare su un tessuto già collaudato, bisogna tornare indietro e ricrearlo, e allora diventa difficile anche se hai Messi e Maradona. Non ha detto molto la gara vinta con il Sassuolo. La Roma ha accusato parecchie distrazioni difensive, ma alla fine il Sassuolo si è accontentato di giocare bene in più che altro in teoria, dimostrandosi troppo morbido nei momenti che contavano. Passo alla Juve. La squadra di Allegri ha fatto un grande primo tempo, nel secondo ha gestito male ma è stata fortunata e si avvicina al sesto scudetto consecutivo. Non basta giocare così per il Barcellona: in casa bisogna essere perfetti, in Spagna fortunati. Loro concedono parecchio, ma fanno tanti gol, quindi ci vuole una grandissima Juve. Poi questa storia dei biglietti della 'Ndrangheta mi lascia perplesso, anche perché è da circa un mesetto che la Juve è sotto una strana lente di ingrandimento. Ad esempio l'audizione del presidente Angelli in Commissione Antimafia a cosa dovrebbe servire se non a guadagnare i titoli dei giornali? Non c'è un indagato, non si capisce la ribalta della cronaca. E' stato anche ammesso da qualche tesserato il fatto di avere venduto, non regalato, più biglietti del consentito, ma la cosa finisce lì. Che molte società siano ostaggio dei tifosi si sa da trent'anni, però va detto che la Juventus proprio con lo Stadium rappresenta un modello, visto che non ci sono le barriere e non è mai successo niente. Inter un po' garibaldina, per me la squadra di Pioli deve provarci in tutte le partite. Però il Toro ha imposto il pari con valori tecnici importanti, che però stonano con un portiere come Hart, decisamente poco convincente. Altro pareggio quello della Lazio, che stramerita la posizione in classifica che ha. Ogni tanto tirare il fiato ci può stare".


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