Marchetti: "La Juventus ha piazzato l'asticella sempre più in alto. Ma Marotta ora all'Inter..."

di Rosa Doro
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Nel suo editoriale per Tuttomercatoweb.com, Luca Marchetti ha parlato della Juventus e delle questioni legate al fatturato: "Spesso si fanno discorsi relativi al fatturato e alla capacità di spesa. È evidente che se hai più soldi sei avvantaggiato: diciamo che come minimo puoi permetterti più errori. Ma da qualche tempo a questa parte, soprattutto in Italia, sembra quasi si sia innestato un circolo virtuoso soltanto per alcuni, seguendo la scia di quanto sta succedendo in Europa. Di fatto i grandi capitali attraggono grandi campioni, i grandi campioni attraggono nuovamente grandi capitali e nel frattempo nella maggior parte dei casi arrivano anche i risultati sportivi, che quindi rialimentano il sistema e continuano a dargli forza. Quindi ci dobbiamo rassegnare a vedere questi monopoli continuare senza possibilità di inserimento? No, certamente. In Europa come in Italia c’è chi si sta attrezzando per porre fine all’egemonia. Il problema è che ci vuole di piu di un singolo acquisto o un singolo giocatore. Non è solo il mercato a determinare le sorti tecniche di una squadra. Aiuta, certamente. Ma non basta da solo. Serve una struttura societaria interessante, una solidità economica importante. E serve che il movimento calcio intorno a quella squadra funzioni. Le risorse per la squadre che parteciperanno alla Champions League continueranno a crescere, ecco perché sarà vitale parteciparvi, ecco perché il Milan punterà molto sul mercato di gennaio per riprendersi il posto nell’Europa che ha dominato. Questo - come per l’Inter e come lo è stato per Juventus e Napoli - è il miglior trampolino per cominciare a prendere la rincorsa. Innescare un meccanismo virtuoso: vendere vincere e comprare per continuare a crescere. Marotta lo ha già fatto alla Juve e proverà ad esportarlo all’Inter. La Juve ha piazzato l’asticella sempre più in alto e il colpo di CR7 testimonia quanto non sia solo una vicenda tecnica od economica, ma anche di motivazioni e di spinte". 


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