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De Zerbi: "Juve? Bene, ma ora continuità. Turati non gioca"

di Edoardo Siddi
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Il tecnico del Sassuolo, Roberto De Zerbi, ha parlato alla vigilia dell'impegno di Coppa Italia. Di seguito la conferenza stampa completa riportata da TMW:

Come si riparte dopo questa sbornia?
"Sbornia...se avessimo fatto 4-5 gol sarebbe stata una sbornia. L'ho detto ieri alla squadra, avevamo intrapreso una strada già nelle ultime 4-5 partite, con la Juve abbiamo dato ulteriore continuità. Se abbiamo intrapreso questa strada e la molliamo, dobbiamo cambiare mestiere".

Ci sarà del turnover?
"Darò un po' di spazio a chi non ha giocato a Torino, per obbligo e necessità. In avanti e dietro siamo all'osso e non mi sembra opportuno mettere a rischio situazioni borderline come Romagna che ha un ginocchio così così, Marlon non è ancora uscito completamente a livello fisico dall'anno scorso, Boga e Caputo hanno qualche acciacco, Magnanelli lo tengo come un diamante, è un generoso e va oltre ma non si sa gestire e dobbiamo gestirlo noi ma ci saranno Duncan, Obiang, Bourabia, Peluso, uno tra Traoré e Djuricic, Muldur e Tripaldelli, perché la partita vogliamo vincerla anche perché la partita col Cagliari si prepara domani.

In porta ci sarà spazio ancora per Turati?
"No, gioca Russo".

Berardi?
"Ha ripreso ieri con la squadra, non ha mai fatto una partitella e non lo rischiamo domani. Giovedì faremo la partitella con l'unser 18 e vedremo le sue condizioni, se potrà giocare dall'inizio o se inizierà a giocare a gara in corso".

Quanto ci tenete alla Coppa Italia?
"Tantissimo. Ora tutti a dire bravo a Turati. Consigli non si tira mai indietro e avrebbe giocato con la Juve, ma io non ho forzato nemmeno un secondo. Avrei potuto rischiarlo ma in questo momento non possiamo rischiare nessuno, non è una finale, ci sono ancora tante altre partite da giocare. Quando c'è aria di rischio, non vado a forzare mai sulla salute del giocatore".

Può tratteggiare la vigilia, dal punto di vista psicologico, dopo il 2-2 con la Juve?
"Io penso che si debba stabilire qual è il confine tra l'essere troppo ambizioso e l'essere presuntuoso: uno può pensare di andare a giocarsela con tutti, non dimenticandosi chi è. Noi abbiamo 14 punti, siamo nelle sabbie mobili perché Lecce e Bologna hanno vinto a Firenze e Napoli, il punto con la Juve, pur bellissimo, non ci sposta. Se noi oggi dovessimo pensare di essere più bravi rispetto a quanto lo eravamo prima, vuol dire non capire niente, non essere ambiziosi. Se invece vogliamo andare oltre, mantenendo lo spirito visto in allenamento queste settimane, il pepe addosso per fare punti in uno stadio così contro un avversario così, allora siamo cresciuti. Se sottovalutiamo il Perugia mi arrabbio e sarebbe una mancanza di tutto l'ambiente. Se facciamo una partita buona e siamo tutti bravissimi, se facciamo una buona partita e il risultato va male, siamo vicini al suicidio. Dobbiamo diventare grandi, ci sono giocatori che diventeranno grandi e prima diventano lineari nel pensiero e prima diventano da grande squadra, altrimenti rimaniamo mezzi giocatori, mezzi allenatori, mezzi dirigenti".

C'è aria di debutto per Piccinini, primo 2002 della storia del Sassuolo?
"Può essere".

Negli ultimi anni il Sassuolo ha fatto fatica in Coppa Italia. Il patron ricordava sempre che la Coppa Italia è un modo per arrivare in Europa.
"Lo scorso anno siamo arrivati a giocarci gli ottavi a Napoli. Le difficoltà in Coppa Italia le hanno tutti perché la squadra che arriva da una categoria sotto arriva senza grossi pensieri. Il Perugia sa giocare, ha buoni giocatori per la categoria, nelle ultime partite hanno cambiato sistemi di gioco, ho fatto vedere tanto del Perugia perché domani è una partita come le altre. Chi gioca domani, dovesse fare una buona partita, può prendersi il posto con il Cagliari. Kyriakopoulos era arrivato ultimo e si è conquistato il posto attraverso le prestazioni. Dovessero esserci degli esordi, lo farà chi è pronto. Piccinini ad esempio, stravedo per lui, è con noi da un mese e mezzo, sa giocare, ha personalità".

A che punto sono i recuperi di Chiriches e Defrel?
"Li rivedremo a gennaio sicuramente, prima è difficile. Ferrari e Rogerio vengono in panchina, capiamo se fargli fare uno spezzone o meno a entrambi. Vedremo chi giocherà dall'inizio fra Traoré e Djuricic".

Domani ritrova un suo figlioccio domani: Iemmello
"Siamo cresciuti assieme. L'avevo scelto a Foggia e l'ho tenuto due anni e inizio ad averne parecchi in giro. Lui ha fatto, potrebbe fare di più, è generoso, è forte, è inespresso".

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