Cerruti: "Allegri non merita di essere criticato dai tifosi della Juve. Ecco le cinque per cui merita gli applausi"

di Rosa Doro
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Nel suo commento su La Gazzetta dello Sport, Alberto Cerruti ha parlato di Massimiliano Allegri: "Al di là dell’ultimo successo sul campo del Sassuolo e anche delle precedenti difficoltà in campionato, per non parlare della bruciante sconfitta in Coppa Italia contro l’Atalanta, quattro anni e mezzo ci sembrano sufficienti per esprimere un giudizio più che positivo sul lavoro di Allegri. Premesso che sono prima le società e poi i giocatori a far grande un allenatore, Allegri merita gli applausi dei tifosi juventini per almeno cinque ragioni. 
La prima è legata ai risultati, che sono sempre più importanti del bel gioco. E i risultati dei primi quattro anni di Allegri sono nettamente dalla sua parte, perché non si può certo accusarlo di avere perso due finali di Champions contro il Barcellona e il Real Madrid. La seconda ragione è legata alla sua capacità di saper cambiare i moduli tattici e i rispettivi interpreti. La terza ragione è legata alla gestione dell’organico extralarge ed extralusso, messo a disposizione da Marotta e Paratici. Non è così facile, infatti, lasciare in panchina, o addirittura in tribuna, i vari Bonucci, Higuain e Dybala. Riuscire a far rispettare la disciplina all’interno di uno spogliatoio, dove comanda l’allenatore e non la società, senza cadere nella trappola del rancore, o peggio della vendetta, è una dote rara nel calcio di oggi in cui abbondano i tweet dei parenti e le pressioni di alcuni procuratori. La quarta ragione è legata al carattere aperto di Allegri, che non si sottrae mai a una conferenza stampa alla vigilia, riuscendo spesso a condire i suoi commenti con il sorriso e le battute. Infine non bisogna dimenticare l’attaccamento di Allegri alla Juventus, ancora più apprezzabile dopo aver vinto il quarto scudetto consecutivo, perché l’estate scorsa ha rifiutato l’offerta di Florentino Perez per guidare il Real Madrid. Sarebbe stato facilissimo per lui dire «grazie e arrivederci» ad Agnelli. Invece Allegri ha preferito rimanere per quel sentimento sempre più raro che si chiama gratitudine. Il tempo dirà se rimarrà dieci anni di fila sulla panchina della Juventus come Trapattoni. E soprattutto se vincerà una Champions come lui e come Lippi, che fu il primo a esaltarci le qualità di Allegri in tempi non sospetti, quando allenava il Cagliari. Ma intanto è onesto dire che Allegri non merita di essere criticato. Soprattutto dai tifosi della Juventus".


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