ESCLUSIVA TJ - Nicolò Pozzebon: "Ambisco a giocare nella Juve, spero i bianconeri non vendano Dybala. Primavera? Auguro a loro di aver più fortuna di noi"

di Mirko Di Natale
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Ritorna la nostra rubrica "giovani in prestito", che analizza ed approfondisce i calciatori che la Juventus ha dislocato nelle altre formazioni per farli crescere e fargli acquisire esperienza. Oggi iniziamo col raccontare l'avventura di Nicolò Pozzebon, non ancora ventenne e già con un passato in Olanda nelle file del Groningen, ma oggi in forza al Piacenza in Lega Pro. Con lui abbiamo fatto il punto sul suo percorso e abbiamo parlato anche di Juventus:

Buongiorno Nicolò, volevo cominciare dalla tua avventura a Piacenza. Anche se non hai ancora trovato molto spazio, come ti stai trovando agli ordini di mister Franzini?

"Mi sto trovando molto bene sia con i compagni che con la società. Sono arrivato qui nel mercato invernale, il Piacenza mi voleva già quest'estate. E' vero che non sto giocando tantissimo, purtroppo sto pagando le poche presenze con la maglia del Groningen che non mi hanno permesso di presentarmi in buona forma. Uno dei motivi è dovuto al fatto che li non si corre molto senza palla, è un altro tipo di calcio. Finalmente, però, sabato scorso ho trovato l'esordio, il mister mi ha visto molto meglio e ora spero di trovare maggiormente spazio. Quest'anno è andato un po' così, è il primo anno fuori dal settore giovanile e l'augurio è che la prossima stagione vada meglio".

Come mai, se già ti voleva la scorsa estate, non hai deciso di andare subito a Piacenza?

"Avevo avuto offerte dal Cittadella, da squadre di b e alcune di Lega Pro. Poi è arrivato il Groningen, mi aveva visto giocare a Monchengladbach in Youth League e mi ha seguito in altri match. E' stata una decisione molto azzardata, perchè sono andato a giocare a più di mille chilometri da casa e l'inglese, quando sono partito, non lo sapevo benissimo. Mi sono messo in gioco, la Juve mi ha sempre supportato nella scelta fatta e non mi pento di ciò".

Sei stato protagonista dello scorso torneo di Viareggio, come vedi quest'anno la squadra di mister Grosso?

"Onestamente non sto seguendo molto il Viareggio ma la Juventus, quest'anno, ha davvero una bella squadra. Ha un bel gruppo di '98 e '99, quest'anno possono giocare per vincere tutti i trofei e spero che abbiano più fortuna di noi (ride ndr). La Juve di quest'anno ha calciatori forti come Kean e Clemenza con cui mi sento ancora, ho visto il derby vinto con il Torino e li la qualità non manca mai. Viareggio? E' un torneo in cui devi dar tutto in quelle due settimane e devi avere un po' di fortuna per vincerlo".

Tu hai giocato con Kean, ne parlano tutti molto bene. E' davvero così bravo?

"E' proprio l'età che ti fa pensare questo, ha una forza assurda nelle gambe, l'esplosività gli consente di seminare gli avversari nell'allungo, ha personalità e ha una buona tecnica. Lo scorso anno ha fatto una parte negli allievi nazionali, poi iniziò ad esser aggregato alla Primavera dopo aver segnato, mi sembra, una quindicina di gol. Nonostante fosse sotto età, quando entrava riusciva a segnare ed è esploso. Se sta bene con la testa e non si fa influenzare, secondo me farà strada".

Conosci bene anche Audero, che adesso è fisso in prima squadra. Cosa ne pensi al paragone con Buffon?

"Ho giocato con lui cinque anni di prima, la nostra avventura insieme cominciò dai giovanissimi. Audero è sempre stato paragonato a lui, nessuno non ha mai detto nulla perchè più cresceva e più migliorava. Ma Buffon più invecchia e più diventa forte, la sua sfortuna è un po' quella (ride ndr). Sicuro potrà dir la sua in futuro".

Stai seguendo la prima squadra?

"Sì, in Italia non ha rivali e finchè le altre non si rinforzano di tanto, la vedo dura. Ha campioni assurdi, spero non vendano Dybala come fecero con Pogba lo scorso anno. La differenza è nella mentalità, la testa ti fa diventare un'altra persona. Di qualità, poi, non ne parlo neanche".

Prima mi parlavi di ambizione, una di queste sarà quella di giocarti una chance nella Juventus?

"Il mio obiettivo è quello di far bene fuori per, poi, potermi giocare le mie carte alla Juve. L'ho un po' assaggiata con gli allenamenti fatti, sono anche andato in trasferta con la prima squadra a Monaco di Baviera nella sfortunata sconfitta in Champions e anche se non sono andato nemmeno in panchina, per me è stata una fortissima emozione".

Si ringraziano Nicolò Pozzebon e l'addetto stampa del Piacenza Calcio, Roberto Gregori, per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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